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I Glossata Fabricius, 1775[1] rappresentano il sottordine più evoluto tra i quattro compresi nell'ordine Lepidoptera. Si tratta del raggruppamento più vasto all'interno dell'ordine, dal momento che annovera oltre il 99% delle specie totali.[2][3][4][5][6][7][8]

Come leggere il tassobox
Come leggere il tassobox
Glossata
Moschoneura pinthous
Intervallo geologico
Cretacico inferiore (Valanginiano) - Olocene
139,8 - 0 Ma
PreЄ
Є
O
S
D
C
P
T
J
K
Pg
N
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Fabricius, 1775
Infraordini
  • Acanthoctesia
  • Dacnonypha
  • Exoporia
  • Heteroneura
  • Lophocoronina
  • Neopseustina

Descrizione


È pressoché impossibile effettuare una descrizione esaustiva delle caratteristiche morfologiche di tutti i gruppi appartenenti a questo taxon, tale è la varietà di forme che riesce ad esprimere (oltre 157 000 specie).[4][7] Si è pertanto cercato di evidenziare alcune particolarità anatomiche dei vari stadi di sviluppo, mettendone in risalto il valore evolutivo ed il significato filogenetico.


Adulto


La caratteristica principale e più distintiva risiede nell'apparato boccale, che riprende la struttura e la morfologia tipicamente attribuito alla quasi totalità dei lepidotteri: le mandibole, dopo la fase pupale sono atrofizzate oppure, in alcuni gruppi primitivi, sono presenti ma hanno perso la loro funzionalità non essendo articolate; i lobi interni delle mascelle (lacinie) sono atrofizzati, e comunque non sclerotizzati, mentre i lobi esterni (galee) sono invece molto allungati e contrapposti a formare il canale della spirotromba, ovvero un apparato utile alla suzione che in fase di riposo viene riavvolto a spirale. In talune famiglie, tuttavia, a seguito di un adattamento secondario, la spirotromba si riduce fino ad essere rudimentale e non funzionante o addirittura assente (p.es. nei Lasiocampidae).[2][4] Il lobo prelabio-ipofaringeo è ridotto e la base dell'ipofaringe è priva di tasca infrabuccale; tale lobo si può osservare esclusivamente negli infraordini più arcaici (p. es. Dacnonypha e Neopseustina).[3]

Caratteristica comune a tutti i Glossata, primitivi ed evoluti, è inoltre il fatto che le connessioni nervose del tritocerebro risultano incorporate all'interno della struttura del ganglio sottoesofageo, a differenza di quanto osservabile ad esempio, negli Zeugloptera.[3]

La nervatura alare risulta omoneura, ossia con l'ala anteriore molto simile a quella posteriore, nei gruppi più primitivi (gli infraordini Dacnonypha, Lophocoronina, Neopseustina ed Exoporia); questi taxa venivano un tempo definiti nell'insieme col nome ormai desueto di Homoneura; al contrario, nell'infraordine Heteroneura, come suggerisce il nome, le due ali possiedono nervature differenti, con una incredibile varietà di forme e colori.[2][4]

Pure il meccanismo di accoppiamento alare, che permette il sincronismo nel movimento durante il volo, riveste un valore sistematico. I taxa meno evoluti mostrano un accoppiamento del tipo jugato, in cui un diverticolo del margine posteriore delle ali anteriori è conformato in modo da trattenere congiunto il margine anteriore delle ali posteriori durante il volo (è il caso p. es. degli Hepialoidea, ma anche dei Tortricoidea o degli Zygaenoidea). Un altro meccanismo, considerato più evoluto, è l'accoppiamento di tipo frenulo-reticolare, nel quale una singola setola oppure un gruppo di setole (il frenulum), poste sulla costa delle ali posteriori, si aggancia alla parte posteriore della pagina inferiore dell'ala anteriore, in corrispondenza di un piccolo uncino o un gruppo di scaglie (il retinaculum); è questo ad esempio il caso delle Sphingidae, ma si può affermare con buona approssimazione che questo modello rappresenti la maggioranza dei casi tra gli Heteroneura, fatte le dovute eccezioni. Nei Papilionoidea, Bombycoidea (escluse le Sphingidae), Hesperiidae ed Hedylidae si osserva infine un terzo meccanismo di accoppiamento alare, detto amplessiforme, in cui l'area umerale dell'ala posteriore si espande fino a diventare un ampio lobo che forma una sorta di sovrapposizione tra le due ali.[2][9][10][11][12][13][14][15][16]

Uovo di Acosmetia sp. (Noctuidae), disegnato da Adolphe Millot
Uovo di Acosmetia sp. (Noctuidae), disegnato da Adolphe Millot

Uovo


La forma dell'uovo e l'aspetto della sua superficie variano molto da gruppo a gruppo, e talvolta persino da specie a specie all'interno della stessa famiglia; tuttavia si possono notare alcune linee di tendenza generale. Chapman (1896) riassunse le varie tipologie di uovo in due macrocategorie, in funzione della forma: 1) Uova erette, in cui l'asse micropilare è perpendicolare alla superficie di appoggio; 2) Uova appiattite, in cui tale asse corre parallelo al substrato. Chapman osservò per esempio che il modello eretto è più frequente tra i Noctuoidea ed i Papilionoidea, mentre il tipo appiattito è più diffuso nel resto dei taxa, ad esempio tra i Bombycoidea, dove ha superficie più liscia, e tra i Geometroidea, ove invece appare più scanalato.[2][17]


Larva


Particolare del bruco di Calliteara pudibunda (Erebidae); è ben visibile la sutura epicraniale
Particolare del bruco di Calliteara pudibunda (Erebidae); è ben visibile la sutura epicraniale

La larva, definita comunemente bruco nel caso dei lepidotteri, rappresenta lo stadio in cui ogni specie cerca di accumulare le riserve alimentari che le permetteranno di effettuare la metamorfosi in immagine. Quanto detto è valido soprattutto per le famiglie in cui l'adulto ha perso la capacità di alimentarsi e si occupa esclusivamente dell'accoppiamento, (ad es. le Lasiocampidae) ma è vero anche per i gruppi in cui l'adulto si alimenta attivamente tramite la spirotromba (come p. es. nelle Sphingidae).[2]

Hinton (1947) pose l'accento sulla struttura del capo, ed in particolare della sutura epicraniale e delle suture frontali, analizzando come queste due caratteristiche anatomiche variassero nei differenti gruppi.[18] La lunghezza della sutura epicraniale è in relazione all'angolo con cui il capo è posizionato rispetto al torace. Nelle specie in cui le larve si alimentano libere, il capo è ipognato con sutura epicraniale lunga (ad es. nelle Pieridae), mentre nelle specie in cui i bruchi si alimentano nascosti all'interno di cavità, il capo è semiprognato, con sutura epicraniale breve (p. es. nelle Lyonetiidae o in alcune Coleophoridae). Nelle famiglie in cui la larva è una minatrice fogliare, infine, come nel caso delle Nepticulidae, il capo è decisamente prognato e la sutura epicraniale scompare del tutto, tanto che le suture frontali giungono fino al solco epicraniale, e la fronte perde la caratteristica forma a triangolo, per diventare trapezoidale.[2][18]

Nella maggior parte delle famiglie, all'apice del lobo prelabio-ipofaringeo, è presente una filiera.[3]

Pupa di Papilio machaon (macaone)
Pupa di Papilio machaon (macaone)

Pupa


I Glossata, come più in generale i Lepidoptera, sono insetti olometaboli, e pertanto vanno incontro ad una fase pupale, interposta tra la larva e l'adulto, durante la quale la trasformazione più appariscente è lo sviluppo delle ali.[2]

La pupa può essere dectica, quando sono presenti mandibole funzionali ed una discreta capacità di movimento, oppure adectica, qualora sia priva di mandibole funzionanti e sia del tutto immobile.[19] La pupa dectica è sempre definita anche exarata, ossia possiede appendici libere e distaccabili. La pupa adectica può essere exarata oppure obtecta, con appendici cementate o fuse con il corpo;[2] nel caso dei Glossata, tutte le pupe adectiche sono obtecte, mentre quelle dectiche sono exarate;[19] nelle forme più primitive, di norma, le pupe sono dectiche ed exarate (p. es. nelle Eriocraniidae), mentre pupe adectiche ed obtecte sono tipiche delle famiglie più evolute (p. es. le Noctuidae).[2]

Un'altra caratteristica che viene considerata distintiva dal punto di vista filogenetico, è la presenza di un anteclipeo privo di setae e non chiaramente distinto dal postclipeo.[3]


Distribuzione e habitat


Nel suo complesso, il sottordine è presente in tutti i continenti (persino sulle isole antartiche) e pressoché in ogni tipo di ecosistema. Va tuttavia segnalato che non sono rappresentati in Europa gli infraordini Lophocoronina (esclusivamente Australiano), e Neopseustina (neotropicale ed orientale).[2]


Biologia



Alimentazione


Eupithecia orichloris delle Hawaii
Eupithecia orichloris delle Hawaii

Gli adulti delle specie che possiedono un apparato boccale funzionante, possono nutrirsi di una svariata gamma di substrati, dal nettare dei fiori, come nel caso delle Pieridae, fino al polline, alla linfa o ai fluidi derivanti dalla frutta in decomposizione o dalle carcasse animali (ad es. alcune Nymphalidae).[2] Caliptra minuticornis e C. eustrigata (Noctuidae) hanno sviluppato la capacità di perforare la cute degli animali e dell'uomo, per alimentarsi del loro sangue (ematofagia), mentre Lobocraspis griseifusa (Nolidae) sugge il secreto lacrimale dall'occhio dei bufali d'acqua in Thailandia.[20][21][22] Gli adulti di alcune Sphingidae (Acherontia atropos, Laothoe populi e Sphinx ligustri) riescono a "rubare" il miele dei favi, direttamente perforandoli dall'esterno.[23]

Larve di Achroia grisella
Larve di Achroia grisella

Le larve della stragrande maggioranza dei Glossata si alimentano a spese dei tessuti vegetali delle piante ospite, ma non esclusivamente delle foglie, bensì anche dei meristemi, delle radici, come Noctua pronuba (Noctuidae), nonché del legno del tronco, come nel caso di Zeuzera pyrina (Cossidae). Esistono anche casi di larve che si accrescono alimentandosi di funghi, di carcasse di animali, delle feci di volpe, come Monopis weaverella (Tineidae), oppure della cera e del miele degli alveari, come nel caso di Achroia grisella (Pyralidae).[2]
Un caso interessante di predazione è rappresentato dai bruchi di alcune specie di Eupithecia (Geometridae) delle Hawaii, che imitano la forma ed il colore di un ramoscello, ma appena un insetto cerca di posarvisi stimolando le appendici sensoriali, scattano all'improvviso e lo catturano per divorarlo.[24]
Le larve di un'altra specie Hawaiiana, Hyposmocoma molluscivora (Cosmopterigidae), creano una trappola simile ad una ragnatela, con cui catturano i gasteropodi del genere Tornatellides, per poi mangiarli vivi.[25]


Parassitismo


Aleiodes indiscretus (Braconidae) mentre attacca il bruco di Lymantria dispar (Erebidae)
Aleiodes indiscretus (Braconidae) mentre attacca il bruco di Lymantria dispar (Erebidae)

I bruchi di diverse specie di Glossata sono vittime di parassitismo da parte di altri insetti, fondamentalmente appartenenti agli ordini Diptera (ad es. Tachinidae) ed Hymenoptera (p. es. Braconidae, Chalcididae, Ichneumonidae, Trichogrammatidae), che inoculano le proprie uova nella larva, che verrà in seguito utilizzata come riserva alimentare.[26] Le forme di parassitismo osservate si possono distinguere essenzialmente in due categorie: idiobionti e coinobionti, a seconda che il parassita permetta o meno all'ospite di proseguire lo sviluppo, e giungere a metamorfosi dopo l'attacco.[2][27]
Nel parassitismo idiobionte (più primitivo), il bruco viene immobilizzato o ucciso all'atto della deposizione delle uova, e solitamente riguarda le specie che si alimentano libere sulle foglie della pianta ospite.[2][27]
I parassiti coinobionti, al contrario, attaccano di solito le larve di specie che si alimentano nascoste all'interno delle foglie (come nel caso delle minatrici fogliari), che continuano lo sviluppo postembrionale, offrendo pertanto una maggiore protezione alla prole del parassita.[2][27]


Tassonomia



Infraordini


In seguito anche agli studi di Minet (2002), vengono riconosciuti 6 infraordini:[2][4][28]

Viene di seguito riportato lo schema tassonomico dei Glossata, fino al livello di superfamiglia (tra parentesi il numero di specie, aggiornato al 23 dicembre 2011):[2][4][7][28]

Lo stesso argomento in dettaglio: Tassonomia dei Lepidoptera.
Glossata (oltre 157 000)
Dacnonypha

Eriocranioidea (29)

Acanthoctesia

Acanthopteroctetoidea (7)

Lophocoronina

Lophocoronoidea (6)

Neopseustina

Neopseustoidea (15)

Exoporia (636)

Mnesarchaeoidea (7)

Hepialoidea (629)

Heteroneura (oltre 156 000)
Nepticulina

Nepticuloidea (1 011)

Incurvariina (580)

Andesianoidea (3)

Adeloidea (577)

Etimonotrysia (167)

Palaephatoidea (57)

Tischerioidea (110)

Ditrysia (ca. 155 000)

Incertae sedis (104)

Tineoidea (3 823)

Gracillarioidea (2 216)

Yponomeutoidea (1 756)

Apoditrysia (ca. 147 000)

Douglasioidea (29)

Simaethistoidea (4)

Gelechioidea (18 489)

Alucitoidea (230)

Pterophoroidea (1 318)

Carposinoidea (326)

Schreckensteinioidea (8)

Epermenioidea (126)

Urodoidea (66)

Immoidea (245)

Choreutoidea (406)

Galacticoidea (19)

Tortricoidea (10 387)

Cossoidea (2 881)

Zygaenoidea (3 296)

Obtectomera (109 050)

Whalleyanoidea (2)

Thyridoidea (940)

Hyblaeoidea (19)

Calliduloidea (49)

Papilionoidea (18 768)

Pyraloidea (15 576)

Mimallonoidea (194)

Macroheterocera (73 502)

Drepanoidea (672)

Lasiocampoidea (1 952)

Bombycoidea (4 723)

Geometroidea (23 748)

Noctuoidea (42 407)


Sinonimi


Non sono stati riportati sinonimi.[2][4][28]


Alcune specie



Note


  1. Johan Christian Fabricius, Systema Entomologiae, sistens Insectorum Classes, Ordines, Genera, Species, Adiectis Synonymis, Locis, Descriptionibus, Observationibus, 1775, 442.
  2. (EN) Scoble, M. J., The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum, 2011 [1992], pp. 192-404, ISBN 978-0-19-854952-9, LCCN 92004297, OCLC 25282932.
  3. Niels Peder Kristensen, Studies on the morphology and systematics of the primitive Lepidoptera (Insecta). Steenstrupia 10: 141-191, 1984.
  4. (EN) Capinera, J. L. (Ed.), Encyclopedia of Entomology, 4 voll., 2nd Ed., Dordrecht, Springer Science+Business Media B.V., 2008, pp. lxiii + 4346, ISBN 978-1-4020-6242-1, LCCN 2008930112, OCLC 837039413.
  5. Niels Peder Kristensen, Lepidoptera: Moths and Butterflies. Volume 1, Evolution, Systematics, and Biogeography., New York City, Berlin and Hawthorne, 1999.
  6. (EN) Nielsen, E. S. & Common, I. F. B., Lepidoptera (moths and butterflies) Chapter 41, in Naumann, I. D. (Ed.). The Insects of Australia: a textbook for students and research workers, Vol. 2, 2ª edizione, Carlton, Victoria e Londra, Melbourne University Press & University College of London Press, 1991, pp. 817-915, ISBN 9780522844542, LCCN 94143880, OCLC 25292688.
  7. (EN) Nieukerken, E. J. van, Kaila, L., Kitching, I. J., Kristensen, N. P., Lees, D. C., Minet, J., Mitter, C., Mutanen, M., Regier, J. C., Simonsen, T. J., Wahlberg, N., Yen, S.-H., Zahiri, R., Adamski, D., Baixeras, J., Bartsch, D., Bengtsson, B. Å., Brown, J. W., Bucheli, S. R., Davis, D. R., De Prins, J., De Prins, W., Epstein, M. E., Gentili-Poole, P., Gielis, C., Hättenschwiler, P., Hausmann, A., Holloway, J. D., Kallies, A., Karsholt, O., Kawahara, A. Y., Koster, S. (J. C.), Kozlov, M. V., Lafontaine, J. D., Lamas, G., Landry, J.-F., Lee, S., Nuss, M., Park, K.-T., Penz, C., Rota, J., Schintlmeister, A., Schmidt, B. C., Sohn, J.-C., Solis, M. A., Tarmann, G. M., Warren, A. D., Weller, S., Yakovlev, R. V., Zolotuhin, V. V., Zwick, A., Order Lepidoptera Linnaeus, 1758. In: Zhang, Z.-Q. (Ed.) Animal biodiversity: An outline of higher-level classification and survey of taxonomic richness (PDF), in Zootaxa, vol. 3148, Auckland, Nuova Zelanda, Magnolia Press, 23 dicembre 2011, pp. 212-221, ISSN 1175-5334 (WC · ACNP), OCLC 971985940. URL consultato l'11 dicembre 2014.
  8. (EN) Kristensen, N. P., The Homoneurous Glossata, in Kristensen, N. P. (Ed.) - Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, Kükenthal, W. (Ed.), Fischer, M. (Scientific Ed.), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, ristampa 2013, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp. 51 - 64, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917. URL consultato il 16 dicembre 2014.
  9. John Henry Comstock, The Wings of Insects. xvii+430 pp. + 10 pls., New York, 1918.
  10. (EN) Robert John Tillyard, The panorpoid complex. Part i - the wing-coupling apparatus, with special reference to the Lepidoptera, in Proceedings of the Linnean Society of New South Wales, 43, 1918, pp. 285-319 + 2 pls.
  11. (EN) Janet Sharplin, A flexible cuticle in the wing basis of Lepidoptera, in Canadian Entomologist, vol. 95, 1963a, pp. 96-100.
  12. (EN) Janet Sharplin, Wing base structure in Lepidoptera I. Fore wing base, in Canadian Entomologist, vol. 95, 1963b, pp. 1024-1050.
  13. (EN) Janet Sharplin, Wing base structure in Lepidoptera II. Hind wing base [collegamento interrotto] (abstract), in Canadian Entomologist, vol. 95, 1963c, pp. 1121-1145.
  14. (EN) Janet Sharplin, Wing folding in Lepidoptera, in Canadian Entomologist, vol. 96, 1964, pp. 148-149.
  15. (EN) Davis, D. R., A revision of the North American moths of the superfamily Eriocranioidea with the proposal of a new family, Acanthopteroctetidae (Lepidoptera) (PDF), in Smithsonian Contributions to Zoology, vol. 251, Washington, Smithsonian Institution Press, 1978, pp. 131, 344 figs, DOI:10.5479/si.00810282.251, ISSN 0081-0282 (WC · ACNP), LCCN 77024967, OCLC 8653798. URL consultato il 30 novembre 2014.
  16. (EN) J.B. Heppner, Duckworth W.D., Classification of the superfamily Sesioidea (Lepidoptera:Ditrysia), in Smithsonian Contributions to Zoology, vol. 314, 1981, pp. 144 pp..
  17. (EN) Thomas Algernon Chapman, On the phylogeny and evolution of the Lepidoptera from a pupal and oval standpoint, in Transactions of the Entomological Society of London, vol. 1896, 1896, pp. 567-587.
  18. (EN) Howard Everest Hinton, The dorso cranial areas of caterpillars, in Annals and Magazine of Natural History, vol. 14, 1947, pp. 843-852.
  19. (EN) Howard Everest Hinton, A new classification of insect pupae, in Proceedings of the Zoological Society of London, vol. 116, 1946, pp. 282-382.
  20. (EN) Hans Bänziger, Skin-piercing blood sucking moths II: studies on a further 3 adult Caliptra [Calpe] sp. (Lepid., Noctuidae), in Acta Tropica, vol. 36, 1979, pp. 23-37.
  21. (EN) Hans Bänziger, Skin-piercing blood sucking moths III: feeding act and piercing mechanism of Calyptra eustrigata (Hmps.) (Lep., Noctuidae), in Mitteilungen der schweizerischen entomologischen Gesellschaft, vol. 53, 1980, pp. 127-142.
  22. (EN) Hans Bänziger, Lacryphagous Lepidoptera recorded for the first time in Laos and China, in Mitteilungen der schweizerischen entomologischen Gesellschaft, vol. 56, 1983, pp. 73-82.
  23. (EN) M. J. Norris, The feeding-habits of adult Lepidoptera Heteroneura (abstract), in Transactions of the Royal Entomological Society of London, vol. 85, 1936, pp. 61-90, DOI:10.1111/j.1365-2311.1936.tb00239.x. URL consultato il 24 marzo 2012.
  24. (EN) Naomi E. Pierce, Predatory and parasitic Lepidoptera: Carnivores living on plants (PDF) [collegamento interrotto], in Journal of the Lepidopterist's Society, vol. 49, n. 4, 1995, pp. 412-453. URL consultato il 24 marzo 2012.
  25. (EN) D. Rubinoff, Haines, W.P., Web-spinning caterpillar stalks snails (abstract), in Science, vol. 309, n. 5734, luglio 2005, p. 575, DOI:10.1126/science.1110397. URL consultato il 24 marzo 2012.
  26. (EN) C. Pucci, Dominici, M., Biological notes and cyclical outbreaks of Theresimima ampelophaga Bayle-Barelle (Lep., Zygaenidae) (abstract), in Journal of Applied Entomology, vol. 101, n. 1-5, gennaio/dicembre 1986, pp. 479-491, DOI:10.1111/j.1439-0418.1986.tb00882.x. URL consultato il 24 marzo 2012.
  27. (EN) I. D. Gauld, Evolutionary patterns of host utilization by ichneumonoid parasitoids (Hymenoptera: Ichneumonidae and Braconidae), in Biological Journal of the Linnean Society, vol. 35, 1988, pp. 351-377.
  28. (FR) Minet, J., Un nom d'infra-ordre pour les Acanthopteroctetidae (Lepidoptera) (abstract), in Bulletin de la Société entomologique de France, vol. 107, n. 3, Parigi, 2002, p. 222, ISSN 0037-928X (WC · ACNP), OCLC 72855086. URL consultato il 30 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2014).
  29. (EN) Mey, W., New and little known species of Lepidoptera of southwestern Africa (PDF), in Basic pattern of Lepidoptera diversity in southwestern Africa, Esperiana Memoir, vol. 6, Schwanfeld, dicembre 2011, pp. 7-314 (40 tafn.), ISBN 978-3-938249-02-4, LCCN 2012495792, OCLC 794007184. URL consultato l'11 dicembre 2014.
  30. (EN) Mey, W.; Rutjan, E., Catapterix tianshanica sp. n. – the second species of the genus from the Palaearctic Region (Lepidoptera, Acanthopteroctetidae) (abstract), in Nota Lepidopterologica, vol. 39, n. 2, Sofia, Bulgaria, Pensoft Publishers, 28 settembre 2016, pp. 145-150, DOI:10.3897/nl.39.9882, ISSN 0342-7536 (WC · ACNP), OCLC 6841236157. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  31. (EN) Common, I. F. B., Evolution and Classification of the Lepidoptera (abstract), in Annual Review of Entomology, vol. 20, Palo Alto, California, Entomological Society of America, gennaio 1975, pp. 183-203, DOI:10.1146/annurev.en.20.010175.001151, ISSN 0066-4170 (WC · ACNP), LCCN 56005750, OCLC 1321134. URL consultato il 29 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2019).
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  33. (EN) Davis, D. R. and Nielsen, E. S., Description of a new genus and two new species of Neopseustidae from South America, with discussion of phylogeny and biological observations (PDF), in Steenstrupia, vol. 6, n. 16, Copenaghen, Københavns universitet. Zoologisk museum, 1980, pp. 253-289, ISSN 0375-2909 (WC · ACNP), LCCN 78641716, OCLC 186384799. URL consultato il 6 aprile 2015.
  34. (EN) Kristensen, N. P.;, Hilton, D. J.; Kallies, A.; Milla, L.; Rota, J.; Wahlberg, N.; Wilcox, S. A.; Glatz, R. V.; Young, D. A.; Cocking, G.; Edwards, T.; Gibbs, G. W.; Halsey, M., A new extant family of primitive moths from Kangaroo Island, Australia, and its significance for understanding early Lepidoptera evolution (abstract), in Systematic Entomology, vol. 40, n. 1, Oxford, The Royal Entomological Society - Blackwell Publishers, gennaio 2015, pp. 5-16, DOI:10.1111/syen.12115, ISSN 0307-6970 (WC · ACNP), LCCN 76646885, OCLC 5718372841. URL consultato il 12 ottobre 2016.

Bibliografia



Voci correlate



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[es] Glossata

Los glosados (Glossata, gr. "con lengua"), son un suborden de insectos lepidópteros que incluye todas las superfamilias de mariposas que tienen una probóscide que se enrosca (espiritrompa). La vasta mayoría de los lepidópteros se encuentran en este grupo.

[fr] Glossata

Glossata (les glossates en français) est un des quatre sous-ordres de l'ordre des lépidoptères[1]. Il regroupe les papillons munis d'une trompe enroulable (ou proboscis), ce qui concerne une très large majorité des lépidoptères. Les quelques espèces formant les trois autres sous-ordres (Zeugloptera, Aglossata et Heterobathmiina) sont dotées d'un appareil buccal plus primitif.
- [it] Glossata

[ru] Хоботковые

Хоботковые[1] (лат. Glossata) — подотряд бабочек (Lepidoptera). Характерная черта хоботковых бабочек — образованный выростами максилл сосущий хоботок, который в покоящемся состоянии свёрнут[2][3][4].



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