La rana di Lessona, conosciuta anche come rana verde minore (Pelophylax lessonae (Camerano, 1882)) è un anfibio anuro della famiglia Ranidae, presente in Europa.[2]
Fu descritta per la prima volta da Lorenzo Camerano nel 1882 che ne scelse il nome specifico in onore del suo maestro[3], l'erpetologo Michele Lessona.
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Superclasse | Tetrapoda |
| Classe | Amphibia |
| Sottoclasse | Lissamphibia |
| Ordine | Anura |
| Famiglia | Ranidae |
| Genere | Pelophylax |
| Specie | P. lessonae |
| Nomenclatura binomiale | |
| Pelophylax lessonae (Camerano, 1882) | |
| Sinonimi | |
|
Rana lessonae | |
Ha caratteristiche comuni agli altri Pelophylax, con muso appuntito e testa triangolare. La lingua è biforcuta e i denti sono vomerini, ossia presenti sul vomere. La pelle è liscia e non squamosa, con colorazione del dorso che va dal verde-giallastro al verde-oliva, con macchie più scure estremamente variabili per numero e dimensioni e una linea medio-dorsale più chiara. Il ventre è biancastro. Le zampe posteriori presentano delle strisce scure. I maschi sono provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli angoli della bocca, che se non usati si presentano invisibili.[4]
Questa specie è ampiamente diffusa in Europa, dalla Francia e dalla Svezia meridionale sino al bacino del Volga. In Italia è diffusa in quasi tutta l'area settentrionale. Nel resto della penisola e in Sicilia le popolazioni sono attribuite a P. bergeri, anche se da alcuni autori vengono comprese in questa specie.[2]
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