Microgadus proximus (Girard, 1854) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Gadidae.
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Specie non valutata | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Superclasse | Gnathostomata |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Neopterygii |
| Infraclasse | Teleostei |
| Superordine | Paracanthopterygii |
| Ordine | Gadiformes |
| Famiglia | Gadidae |
| Genere | Microgadus |
| Specie | M. proximus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Microgadus proximus Girard, 1854 | |
L'aspetto è simile a quello dell'affine Microgadus tomcod. Il colore è verdastro olivaceo sul dorso e chiaro sul ventre, le pinne hanno margini scuri[1].
La taglia massima supera di poco i 30 cm[1].
Endemico dell'Oceano Pacifico nordorientale tra il sudest del mare di Bering e la California centrale. Popola fondi sabbiosi fino a 275 metri di profondità ma normalmente staziona tra 25 e 120 metri. Può penetrare in acqua salmastra. I giovanili stanno in acque basse, specie in estate e autunno mentre gli adulti preferiscono zone più profonde[1].
Carnivoro, si nutre prevalentemente di crostacei (gamberetti, anfipodi e isopodi), molluschi (gasteropodi e bivalvi) e piccoli pesci[1].
Svolge un ruolo importante come preda nelle reti trofiche nelle zone in cui è numeroso. Viene predata da Thunnus alalunga, da Merluccius productus e da Phoca vitulina[1][2].
La pesca commerciale a questa specie ha scarsa importanza. È invece oggetto di pesca sportiva[1].
Altri progetti