Hippocampus ingens è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Syngnathidae.
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Vulnerabile[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Superclasse | Gnathostomata |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Neopterygii |
| Infraclasse | Teleostei |
| Superordine | Acanthopterygii |
| Ordine | Syngnathiformes |
| Famiglia | Syngnathidae |
| Sottofamiglia | Hippocampinae |
| Genere | Hippocampus |
| Specie | H. ingens |
| Nomenclatura binomiale | |
| Hippocampus ingens Girard, 1858 | |
| Sinonimi | |
|
Hippocampus ecuadorensis, Hippocampus gracilis, Hippocampus hildebrandi | |
endemico dell'Oceano Pacifico orientale da San Diego e la baia di San Francisco in California (negli Stati Uniti d'America) al Perù, incluso le Isole Galapagos. Vive in acque costiere, di solito sotto i 10 metri e occasionalmente fino a 60. Si trova prevalentemente tra le gorgonie[2].
Misura fino a 30 cm ed è uno dei cavallucci marini più grandi; l'aspetto è simile a quello degli altri Hippocampus[2].
Come in tutti i Syngnathidae i ruoli sessuali sono invertiti. Le uova vengono custodite dal maschio all'interno di una sacca ventrale dove avviene la schiusa[2].
È stato trovato nel contenuto dello stomaco di tonni pinna gialla e di tonni rossi[2].
Si tratta di una specie considerata come vulnerabile a causa della rarefazione di molte popolazioni. Le cause di minaccia sono soprattutto la cattura accidentale nelle reti per la pesca dei gamberi, le modificazioni dell'habitat e l'urbanizzazione costiera[1].
Può essere allevato in acquario ma la sua esportazione e importazione sono vietate dalla CITES[2].
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