Il Ghiozzo testone[1] (Gobius cobitis), è un pesce della famiglia Gobiidae.
| Classificazione scientifica | |
|---|---|
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa Bilateria |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Superclasse | Gnathostomata |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Osteichthyes |
| Superordine | Acanthopterygii |
| Ordine | Perciformes |
| Sottordine | Gobioidei |
| Famiglia | Gobiidae |
| Sottofamiglia | Gobiinae |
| Genere | Gobius |
| Specie | G. cobitis |
| Nomenclatura binomiale | |
| Gobius cobitis Pallas, 1814 | |
| Sinonimi | |
|
Gobius algarbiensis Capello, 1880 | |
Diffuso nell'Oceano Atlantico orientale, dall'Inghilterra meridionale al Marocco, nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero.
Popola fondali rocciosi ricchi di vegetazione e di anfratti, dove l'idrodinamismo sia ridotto. Si rinviene spesso assieme al ghiozzo paganello.
Questo pesce è reso inconfondibile dalla testa, massiccia e di grosse dimensioni, da cui il nome di testone, on una bocca di grandi dimensioni e una dentatura che lo rende un temibile predatore. I raggi superiori delle pinne pettorali sono liberi come in Gobius paganellus. Pinne ventrali di grandi dimensioni.
Corpo di colore marrone scuro tendente al nero a tratti marmorizzato in nero con spesso in età adulta strisce bianche tendenti al celeste sull apice delle pinne dorsali.
Misura da 20-30 centimetri
Si nutre di policheti, crostacei, molluschi e altri invertebrati, di piccoli pesci e avannotti anche della stessa specie e in pratica ogni animale capace di passare dalla sua grande bocca. Ingoia anche detriti vegetali.
Privo di interesse commerciale.
Si può catturare con le tipiche tecniche a fondo utilizzate per altri pesci innescando esche naturali, ma data la sua voracità è possibile pescarlo anche con piccole esche artificiali.
Le carni sono discrete, apprezzate in frittura o per la preparazione di zuppe e fumetto.

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