Il coccodrillo del deserto o coccodrillo dell'Africa occidentale (Crocodylus suchus, Geoffroy, 1807) è un rettile appartenente alla famiglia dei Crocodilidi[1].
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Specie non valutata | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Infraphylum | Gnathostomata |
| Superclasse | Tetrapoda |
| Classe | Reptilia |
| Sottoclasse | Diapsida |
| Infraclasse | Archosauromorpha |
| Superordine | Crocodylomorpha |
| Ordine | Crocodylia |
| Famiglia | Crocodylidae |
| Genere | Crocodylus |
| Specie | C. suchus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Crocodylus suchus Geoffroy, 1807 | |
| Nomi comuni | |
|
Coccodrillo del deserto Coccodrillo dell'Africa occidentale | |
La specie è stata classificata da Étienne Geoffroy Saint-Hilaire nel 1807, scoprendo le differenze tra i teschi di un coccodrillo del deserto mummificato e uno del coccodrillo del Nilo. Questa specie è stata considerata a lungo come una sottospecie del coccodrillo del Nilo, ma uno studio del 2011 ha dimostrato che tutti i coccodrilli mummificati egiziani esaminati appartenevano a una specie diversa.
È stato allo stesso tempo odiato e venerato dagli uomini, in particolare in Egitto, dove i coccodrilli erano mummificati e adorati. Gli antichi Egizi adoravano Sobek, dio coccodrillo associato alla fertilità, protezione, e alla potenza del faraone. Secondo Erodoto, nel V secolo a.C., alcuni egiziani avevano coccodrilli come animali da compagnia. Essi erano consapevoli della differenza tra il coccodrillo del deserto e il coccodrillo del Nilo, il C. suchus essendo più piccolo e maneggevole, era più facile da catturare e domare.
Come dice il nome, è diffuso nell'Africa occidentale, anche se non è l'unica specie: questa parte del continente è abitata anche dal ben più conosciuto e imponente coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus), con cui è spesso confuso, data la somiglianza e che, per molto tempo, ne è stato considerato la stessa specie; poi la zona è popolata anche dal coccodrillo nano (Osteolaemus tetraspis), o osteolemo, più piccolo.
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