Ariunculus isselii Lessona & Pollonera, 1882 è una specie di molluschi gasteropodi terrestri della famiglia Arionidae[1].
| Classificazione scientifica | |
|---|---|
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Superphylum | Protostomia |
| Phylum | Mollusca |
| Subphylum | Conchifera |
| Classe | Gastropoda |
| Sottoclasse | Heterobranchia |
| Infraclasse | Euthyneura |
| Subterclasse | Tectipleura |
| Superordine | Eupulmonata |
| Ordine | Stylommatophora |
| Sottordine | Helicina |
| Infraordine | Arionoidei |
| Superfamiglia | Arionoidea |
| Famiglia | Arionidae |
| Genere | Ariunculus |
| Specie | A. isselii |
| Nomenclatura binomiale | |
| Ariunculus isselii Lessona & Pollonera, 1882 | |
| Areale | |
I membri di questa specie, una delle tre sole del genere Ariunculus, sono molluschi privi di conchiglia, chiamati comunemente limacce o lumaconi, che arrivano alle dimensioni di 110 mm. Simili nell'aspetto alla specie Arion rufus, ma di maggiori dimensioni, presentano, benché spesso presenti granuli di pigmento giallo o arancione, una colorazione uniforme, olivastra nerastra o brunastra.[2]
Il mantello si presenta arrotondato, di tonalità nerastra, e, a differenza delle specie del genere Arion, i pori genitali risultano più vicini al foro respiratorio che ai tentacoli. Il margine del piede e il margine della suola sono di colore olivastro, mentre la zona mediale della suola è biancastra o grigia.[2]
L'atrio risulta molto ampio e diviso in due parti da una costrizione, mentre il condotto della spermateca assume una forma di tronco, molto corto e non molto distante dal dotto deferente. Altra caratteristica peculiare è la presenza di una piccola ampolla, dotto deferente che si inserisce alla sua estremità distale, invece di un epifallo distinto.[2]
Negli esemplari esaminati si è riscontrato una differenza di colorazione in funzione del luogo di reperimento, tanto che è si ipotizza che le lumache siano più chiare all'interno e più nerastre all'esterno delle foreste.[2]
La specie è in grado di autofecondarsi: le uova, del diametro di 3,5 mm e collegate tra loro da filamenti, vengono deposte in più covate (fino a 100 uova per covata) e si schiudono, alla temperatura di 15 °C, dopo circa 30 giorni.[2]
Gli esemplari, endemici della Sardegna, Italia insulare, sono stati rinvenuti, al suolo, in habitat moderatamente umidi, principalmente nelle foreste di latifoglie, tra rocce o pietre ricoperte di muschio, tuttavia anche in habitat rocciosi.[2]
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