Il Clerodendrum trichotomum è una pianta della famiglia delle Verbenaceae, originaria del Giappone. È la specie di Clerodendrum più comune in Italia.
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Rischio minimo | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Lamiaceae |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Lamiales |
| Famiglia | Verbenaceae |
| Genere | Clerodendrum |
| Specie | C. trichotomum |
| Nomenclatura binomiale | |
| Clerodendrum trichotomum | |
È un grande arbusto che raggiunge un'altezza di 4 m, chioma larga fino a 4 m, molto ramificato. I rami sono coperti di peluria.
Ha foglie decidue, scabre, lunghe fino a 25cm, lungamente picciolate a lamina di colore verde scuro, dalla forma triangolare. La pagina inferiore ha venature pelose e ha un caratteristico odore di latte.
Fioritura tra luglio e agosto. I fiori bianchi, stellati, riuniti in grandi corimbi intensamente profumati, ricordano quelli del gelsomino.
I frutti autunnali sono bacche rotonde, delle dimensioni di un pisello, racchiuse da un calice a forma di lanterna di colore rosso-cardinalizio. Dapprima verdi, si scuriscono all'apertura del calice, diventando blu-viola. Non sono tossici.
A Pavia, in viale Matteotti, si trova un esemplare alto circa 5 metri.
Originaria della Cina, Giappone e l'isola di Giava, è la specie di Clerodendrum più comune in Italia. Introdotta nel 1800 dal Giappone, la si trova nella pianura Padana.
Sopporta bene il caldo e il freddo (fino a -10C), ma vuole una buona esposizione al sole. Si riproduce per semina in primavera, per talea semilegnosa o interrando porzioni delle radici.
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