Mene maculata (Bloch & Schneider, 1801) è un pesce d'acqua salata, unica specie non estinta del genere Mene e della famiglia Menidae[1].
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Specie non valutata | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Superclasse | Gnathostomata |
| Classe | Actinopterygii |
| Sottoclasse | Neopterygii |
| Ordine | Perciformes |
| Famiglia | Menidae |
| Sottofamiglia | Pseudocrenilabrinae |
| Genere | Mene Lacépède, 1803 |
| Specie | M. maculata |
| Nomenclatura binomiale | |
| Mene maculata (Bloch & Schneider, 1801) | |
Questa specie è diffusa nelle acque costiere profonde dell'oceano Indo-Pacifico, dalle coste sudafricane a quelle giapponesi, fino a quelle dell'Australia e della Nuova Caledonia; talvolta si spinge anche negli estuari fluviali[2].

Presenta un corpo alto e molto compresso ai fianchi, dal profilo ovoidale, con ventre sottile ed estremamente pronunciato. Gli occhi sono grandi, la pinna dorsale e quella anale sono allungate, retta da spine robuste. Le pettorali sono trapezoidali, le ventrali allungate e filiformi, la pinna caudale è a delta, coi vertici allungati. La livrea prevede un colore di base bianco argenteo, con dorso grigio fumo a macchie irregolari nere. Le pinne sono grigie.
Le dimensioni si attestano su una lunghezza massima di 30 cm[2].
M. maculata si nutre prevalentemente di invertebrati[2].
Questa specie è predata abitualmente da squali come Carcharhinus sorrah e sgombridi del genere Auxis[2].
Questa specie è oggetto di pesca commerciale per l'alimentazione umana: assai diffusa nelle Filippine, dove è conosciuta come bilong-bilong, chabita, hiwas o tahas, e consumata prevalentemente essiccata[3][2].
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