Trithrinax Von Martius, 1837 è un genere di piante della famiglia delle Arecacee (sottofamiglia Coryphoideae, tribù Cryosophileae), diffuso in Sud America.[1][2]
| Classificazione APG IV | |
|---|---|
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Monocotiledoni |
| (clade) | Commelinidi |
| Ordine | Arecales |
| Famiglia | Arecaceae |
| Sottofamiglia | Coryphoideae |
| Tribù | Cryosophileae |
| Genere | Trithrinax Von Martius, 1837 |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Liliopsida |
| Ordine | Arecales |
| Famiglia | Arecaceae |
| Sottofamiglia | Coryphoideae |
| Tribù | Corypheae |
| Sottotribù | Thrinacinae |
| Genere | Trithrinax |
| Specie | |
| |
Il nome deriva dal greco antico, ove tri significa albero e thrinax tridente.
Il genere comprende palme spinose chiomate. Esse sono resistenti al freddo, al caldo, al vento, alla siccità, ai terreni poveri e ad altre condizioni ambientali avverse. I semi germinano rapidamente, ma la loro crescita completa è decisamente lenta.[3]
Caratteristiche comuni alle specie di Trithrinax sono:[senza fonte]
Le specie del genere Trithrinax sono diffuse nelle vaste zone subtropicali del Sudamerica: Bolivia, Brasile, Paraguay, Uruguay, Argentina. Esse prediligono ambienti secchi, aperti o foreste, con inverni da moderati a freddi.[4]
Nella prima edizione di Genera Palmarum (1987), Natalie Uhl e John Dransfield posero il genere Trithrinax nella sottofamiglia delle Coryphoideae, tribù delle Corypheae e sottotribù delle Thrinacinae.[5] Successive analisi filogenetiche hanno mostrato che i membri Thrinacinae del Vecchio Mondo e quelli del Nuovo Mondo non sono strettamente correlati. In conseguenza Trithrinax e generi connessi sono stati posti nella loro propria tribù delle Cryosophileae.[1]
Il genere comprende le seguenti specie:[2]
Le fibre delle foglie sono utilizzate come materia prima per tessili, abiti rustici e prodotti di artigianato. Dai semi si può estrarre un olio. I frutti sono utilizzati localmente al fine di produrre per fermentazione bevande alcoliche.[4]
Altri progetti