La tamerice comune (Tamarix gallica L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Tamaricaceae.[1]
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| Classificazione scientifica | |
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| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Caryophyllales |
| Famiglia | Tamaricaceae |
| Genere | Tamarix |
| Specie | T. gallica |
| Nomenclatura binomiale | |
| Tamarix gallica L. | |
| Sinonimi | |
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Tamarix anglica | |
| Nomi comuni | |
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tamerice comune | |
È la specie di Tamarix più diffusa in Italia come pianta ornamentale[senza fonte]. È nota anche con i nomi volgari di cipressina, tamarisco, tamerisco[2] e scopa marina.
La tamerice comune è un arbusto o piccolo albero legnoso, raggiunge un'altezza di 5-6 (massimo 9-10) metri, semi-sempreverde; con il tronco corto ed eretto, ma spesso incurvato, con la corteccia del fusto e dei rami di colore cinerino e con profonde incisioni; la chioma è di forma cespugliosa ed irregolare, di un bel colore verde-grigio glauco, con i rami lunghi sottili e flessibili; i germogli sono di colore bruno-violaceo, con foglie alterne piccolissime e squamiformi ad apice acuto, ovato-lanceolate, ricoprenti quasi totalmente i rami; i fiori, piccolissimi e numerosi, di colore biancastro o rosato, sono riuniti in spighe terminali, fioriscono nei mesi da maggio a luglio e sono molto frequentati dalle api per il generoso contributo di nettare e polline; i singoli fiori sono costituiti da una corolla di 5 petali giallini o rosati, con 5 stami sporgenti e un pistillo con ovario supero, sormontato da 3 stili filiformi; il frutto si presenta come una capsula ingrossata alla base e sottile all'apice, con base triangolare.
La tamerice comune cresce negli ambienti litoranei e sui greti dei torrenti, sempre in terreni sciolti, spesso sabbiosi. Sopporta anche la salsedine e vegeta anche in terreni salini, essendo tra le piante alofite. È spontanea nelle zone costiere del mediterraneo occidentale, da 0 a 800 metri s.l.m..
La tamerice comune in passato veniva utilizzata come foraggio essendo apprezzato il sapore salato dal bestiame. È usata come albero ornamentale in giardini, parchi, viali. inoltre è stata utilizzata per il rimboschimento di luoghi sabbiosi e salati, come barriera frangivento e per il consolidamento delle dune.
Osservata sulle piante in riva al mare, è la "sudorazione" sotto forma di gocce di liquido chiaro ed estremamente salato, la quale durante il giorno ed in assenza di vento (che ne favorirebbe l'evaporazione) cade al suolo.
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