Phyllangia americana Milne Edwards & Haime, 1849 è una madrepora della famiglia Caryophylliidae.[1]
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Specie non valutata | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Phylum | Cnidaria |
| Classe | Anthozoa |
| Sottoclasse | Hexacorallia |
| Ordine | Scleractinia |
| Famiglia | Caryophylliidae |
| Genere | Phyllangia |
| Specie | P. americana |
| Nomenclatura binomiale | |
| Phyllangia americana Milne Edwards & Haime, 1849 | |
| Sinonimi | |
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Phyllangia mouchezii | |
| Sottospecie | |
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È una madrepora coloniale che forma aggregazioni incrostanti o lievemente ramificate.[2]
I coralliti hanno un calice di forma circolare nei giovani esemplari e più o meno ovale negli esemplari più maturi. Presentano 48 setti disposti radialmente in 4 cicli; negli esemplari più grandi, può essere presente un quinto ciclo incompleto di setti; la columella è generalmente ben visibile, a forma di cono, parzialmente fusa con i setti del primo ciclo.
I polipi hanno tentacoli lunghi circa 10 mm, translucidi, brunastri o più spesso verdastri, con numerose piccole verrucosità biancastre e una piccola bolla apicale bianca.
È una specie azooxantellata, cioè priva di zooxantelle simbionti.[2]
Phyllangia americana ha un areale atlanto-mediterraneo.[2] Presente su entrambe le sponde dell'Atlantico, è comune nella porzione settentrionale del mar Mediterraneo, ove è segnalata nel mar Ligure, nel Tirreno, e nel medio e basso Adriatico.[3] Al largo delle coste della Puglia, concorre alla formazione di ambienti di barriera corallina mesofotica.[4]
È una specie sciafila, che vive su pareti verticali, strapiombi e all'ingresso di grotte, a profondità da 1 a 100 m.[2][3]
Sono note due sottospecie:[1][2]
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