Il genere cùlice (Culex Linnaeus, 1758) è il più grande tra quelli appartenenti alla famiglia dei culìcidi; comprende le zanzare ematofaghe per eccellenza, vettore primario di molte malattie virali e parassitiche, tra cui la filariasi e l'encefalite giapponese.
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| Classificazione scientifica | |
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| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Tracheata |
| Superclasse | Hexapoda |
| Classe | Insecta |
| Sottoclasse | Pterygota |
| Coorte | Endopterygota |
| Superordine | Oligoneoptera |
| Sezione | Panorpoidea |
| Ordine | Diptera |
| Sottordine | Nematocera |
| Infraordine | Culicomorpha |
| Famiglia | Culicidae |
| Sottofamiglia | Culicinae |
| Tribù | Culicini |
| Genere | Culex Linnaeus, 1758 |
La vita delle zanzare del genere Culex si può dividere in quattro fasi: uovo, larva, pupa, adulto.
Le zanzare del genere Culex sono distribuite praticamente ovunque, con una concentrazione che cresce dalle regioni subpolari all'equatore (nella sola America centrale, zona di Panama, se ne contano 88 specie). I maschi del genere Culex sono innocui e si nutrono di nettare, mentre le femmine per sviluppare le uova succhiano il sangue dei vertebrati, mammiferi ed uccelli principalmente. Una femmina adulta normalmente succhia ripetutamente il sangue, e il costante movimento in volo la porta ad essere un terribile vettore di diffusione di malattie virali e parassitarie. Le dimensioni variano moltissimo da specie a specie, dai pochi mm ai cm[1].
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