Basilemys è un genere estinto di tartaruga terrestre vissuta nel Cretaceo superiore, circa 130-65,045 milioni di anni fa (Hauteriviano-Maastrichtiano), in quelli che oggi sono l'Alberta, Saskatchewan, Giappone, Mongolia, California, Colorado, Montana, Nuovo Messico, Dakota del Nord, Texas, Utah, Wyoming e Uzbekistan.[1] Il genere include sei specie: B. imbricata, B. nobilis, B. praeclara, B. sinuosa, B. variolosa e B. gaffneyi.
| Stato di conservazione | |
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Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Reptilia |
| Ordine | Testudines |
| Famiglia | Nanhsiungchelyidae |
| Genere | † Basilemys Hay, 1902 |
| Sinonimi | |
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| Specie | |
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La Basilemys era una tartaruga di piccole dimensioni il cui carapace poteva raggiungere i 720 millimetri di lunghezza per 551 millimetri di larghezza. Ciò che distingueva la Basilemys, (almeno le forme americane) era la forma del carapace largo, piatto e dalla forma leggermente quadrata. Principalmente conosciuta per frammenti di guscio e di cranio, è una delle tartarughe più diffuse del Cretaceo superiore. La sua nicchia ecologica era molto simile a quelle delle moderne tartarughe terrestri, pascolando placidamente nelle pianure o nei sottoboschi, in cerca di cibo. Le specie scoperte in Asia, invece, vivevano in un ambiente più arido ed erano abituate a vivere nei deserti.[1]
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