Atypus quelpartensis NAMKUNG, 2002 è un ragno appartenente al genere Atypus della famiglia Atypidae.
| Classificazione scientifica | |
|---|---|
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Superphylum | Protostomia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Chelicerata |
| Classe | Arachnida |
| Ordine | Araneae |
| Sottordine | Mygalomorphae |
| Superfamiglia | Atypoidea |
| Famiglia | Atypidae |
| Genere | Atypus |
| Specie | A. quelpartensis |
| Nomenclatura binomiale | |
| Atypus quelpartensis NAMKUNG, 2002 | |
Il nome deriva dal greco ᾶ-, àlfa-, con valore di negazione della parola seguente, e τύπος, typos, cioè forma, immagine, tipo, ad indicarne la forma atipica a causa della sproporzione dei cheliceri e delle filiere[1].
Il nome proprio deriva dall'isola di Jeju-do, denominata Quelpart dai primi europei che vi posero piede, che costituisce una provincia meridionale autogovernata della Corea del Sud; e dal latino -ensis, che significa: presente, che è proprio lì.
Come tutti i ragni del genere Atypus, anche questa specie vive in un tubo setoso parallelo al terreno, per una ventina di centimetri circa seppellito e per altri 8 centimetri fuoriuscente. Il ragno resta in agguato sul fondo del tubo: quando una preda passa sulla parte esterna, le vibrazioni della tela setosa allertano il ragno che scatta e la trafigge, per poi rompere la sua stessa tela, portarsi la preda nella parte interna e cibarsene.[2].
Rinvenuta nell'isola di Jeju-do, nello stretto di Corea, fra il Mar Giallo e il Mar Cinese orientale.