Ascidia mentula Müller, 1776 è un organismo tunicato appartenente alla famiglia Ascidiidae.[1]
| Classificazione scientifica | |
|---|---|
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Ramo | Bilateria |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Tunicata |
| Classe | Ascidiacea |
| Ordine | Phlebobranchia |
| Famiglia | Ascidiidae |
| Genere | Ascidia |
| Specie | A. mentula |
| Nomenclatura binomiale | |
| Ascidia mentula Müller, 1776 | |
| Sinonimi | |
|
Ascidia alderi (Alder & Hancock, 1912) | |
A. mentula può raggiungere circa i 20 cm di lunghezza, ma le sue dimensioni variano notevolmente. Il corpo, dotato di due sifoni, ricorda la forma di un sacco ed ha una consistenza piuttosto dura. Il colore, così come le dimensioni, è molto variabile.
La sua alimentazione è costituita da particelle organiche che vengono risucchiate attraverso il sifone boccale.
A. mentula è ermafrodita: caratteristica molto comune nei Tunicati. La riproduzione avviene tramite la deposizione di uova. Le larve hanno un aspetto molto simile a quello dei girini e sono in grado di nuotare. La notocorda è situata all'interno della "coda" e, dopo qualche giorno, quest'ultima verrà utilizzata per attaccarsi al fondale. Inizierà, così, la metamorfosi, fino a raggiungere l'aspetto dell'esemplare adulto. Due sifoni prenderanno il posto della coda e, di conseguenza, rimpiazzeranno la notocorda.
È molto diffusa nel mar Mediterraneo e nell'Atlantico nord-orientale.[1]
Le coste sabbiose ed i fondali fangosi, costituiscono il suo habitat principale. Vive attaccata a sassi o conchiglie, fino a 200 metri di profondità.
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