La comatula di Bennett (Anneissia bennetti (Müller, 1841)) è un crinoide della famiglia Comatulidae. Fino al 2015 era conosciuto come Oxycomanthus bennetti.[1][2][3][4]
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Specie non valutata | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Superphylum | Deuterostomia |
| Phylum | Echinodermata |
| Subphylum | Crinozoa |
| Classe | Crinoidea |
| Sottoclasse | Articulata |
| Ordine | Comatulida |
| Superfamiglia | Comatuloidea |
| Famiglia | Comatulidae |
| Sottofamiglia | Comatulinae |
| Tribù | Comasterini |
| Genere | Anneissia |
| Specie | A. bennetti |
| Nomenclatura binomiale | |
| Anneissia bennetti (Müller, 1841) | |
| Sinonimi | |
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Actinometra bennetti | |

Gli esemplari di Anneissia bennetti possono crescere fino a 300 mm. Hanno da 31 a 120 braccia piumate, spesso usate per intrappolare il cibo. La bocca è sul lato superiore del piccolo corpo. Le braccia hanno numerose appendici simili a dita, note come pinnule. Il colore di questa specie è abbastanza variabile e va dal giallo al marrone e al viola.
All'inizio della loro vita queste comatule rimangono attaccate al fondale marino per almeno 1-2 settimane. Passate queste, quando sono abbastanza cresciute, si staccano dal fondo.
Questa specie di crinoidi si nutre di detriti, fitoplancton e zooplancton.
Questa specie è diffusa nell'Oceano Pacifico indo-occidentale, dal Golfo del Bengala, dalle Maldive alle Isole Marshall e dalla Cina all'Australia, a Bali e in Indonesia, ad una profondità di 30 – 50 m.
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