Prosopis pallida è una specie arborea appartenente alla famiglia Fabaceae, originaria dell'America meridionale. In particolare, occupa un habitat desertico in prossimità della costa pacifica del Perù, dell'Ecuador e della Colombia.
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Progetto:Forme di vita - implementazione Classificazione APG IV.
Il taxon oggetto di questa voce deve essere sottoposto a revisione tassonomica. |
| Classificazione APG IV | |
|---|---|
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| Ordine | Fabales |
| Famiglia | Fabaceae |
| Sottofamiglia | Mimosoideae |
| Tribù | Mimoseae |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Fabales |
| Famiglia | Mimosaceae |
| Tribù | Mimoseae |
| Genere | Prosopis L. |
| Specie | P. pallida |
| Nomenclatura binomiale | |
| Prosopis pallida (Humb. & Bonpl. ex Willd.) Kunth[1], 1823 | |
| Sinonimi | |
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Acacia pallida[1] Humb. & Bonpl. ex Willd., 1806 | |
| Nomi comuni | |
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algarrobo pallido, huarango, kiawe | |
È nota con il nome comune in spagnolo di algarrobo pallido (algarrobo pálido).[3] Sono inoltre diffusi i nomi locali di huarango o guarango in Perù[4] e kiawe nelle Hawaii.[5]
L'algarrobo ha portamento arboreo, raggiungendo un'altezza compresa tra 8 e 20 m. Nelle zone aride, tuttavia, può presentare anche portamento arbustivo.
La corteccia può presentare spine, la cui lunghezza non supera i 4 cm.

Ha foglie bipennate. Di colore grigio-verde quando essiccate, hanno originato l'aggettivo pallido che contraddistingue la specie all'interno del suo genere.[3]

Presenta un'infiorescenza a racemo, di colore giallo-verde.

Il frutto è un legume, contenente numerosi semi bruni, ricoperti da un tegumento di colore giallo quando maturo.
L'habitat originario della specie è rappresentato dalle praterie aride e semi-aride della costa pacifica del Perù, dell'Ecuador e della Colombia.[3]
Sebbene siano stati attivati progetti di conservazione dello huarango, volti a contrastare la distruzione delle foreste nella regione di Ica del Perù e della nicchia ecologica che esse costituiscono,[4] la specie non è a rischio.
In seguito all'introduzione da parte dell'uomo, l'algarrobo si è naturalizzato a Porto Rico, nelle Hawaii (1828 o 1838) e in Australia (circa 1900). Nell'arcipelago statunitense e nelle regioni settentrionali del continente oceanico, in particolare, è divenuto invasivo. Per questa ragione, è considerato nocivo nei due paesi.[3]
L'algarrobo contrasta efficacemente l'erosione e per questa ragione fu introdotto in Australia.[3] Nel suo habitat naturale svolge un importante ruolo ecologico, raccogliendo umidità e portandola in superficie, permettendo, in tal modo, ad altre specie animali di sopravvivere in zone altrimenti desertiche. È inoltre sfruttato dalla popolazione locale come legname da ardere.[4]
I semi sono commestibili e sono utilizzati in Perù nella preparazione dell'algarrobina.
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