Lo gnidio o erba corsa (Daphne gnidium L.) è un arbusto sempreverde della famiglia delle Thymelaeaceae.
|
|
Progetto:Forme di vita - implementazione Classificazione APG IV.
Il taxon oggetto di questa voce deve essere sottoposto a revisione tassonomica. |
|
|
Questa voce o sezione sull'argomento piante non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.
|
|
|
Questa voce sull'argomento malvales è solo un abbozzo.
Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
|
| Classificazione scientifica | |
|---|---|
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Myrtales |
| Famiglia | Thymelaeaceae |
| Genere | Daphne |
| Specie | D. gnidium |
| Nomenclatura binomiale | |
| Daphne gnidium L. | |
| Nomi comuni | |
|
erba corsa | |
Caratterizzato dai rami molto eretti (circa un metro e mezzo di altezza), dal denso fogliame e da piccoli fiori bianchi è una pianta che cresce soprattutto nella macchia mediterranea.
Presente nella macchia mediterranea molto diffusa nei terreni incolti e rocciosi oppure incendiati e degradati.
In Sardegna (nota anche come "truvusciu") veniva impiegata per la lavorazione dell'orbace (lana grezza), ha infatti eccellenti proprietà tintorie in diverse tonalità di giallo e grazie alle sue proprietà antisettiche serviva per azzerare la presenza di microorganismi o di germi patogeni. Le bacche contengono sostanze tossiche, venivano utilizzate per avvelenare le acque e stordire i pesci nella pesca di frodo [1], in particolare dell'anguilla (pesca vàregu). Nelle radici è contenuta una sostanza urticante. Anticamente i rami, abilmente scorticati, venivano usati per il confezionamento di cestini.
Altri progetti