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La Chaetadelpha wheeleri A.Gray ex S.Watson, 1873 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteraceae. Chaetadelpha wheeleri è anche l'unica specie appartenente al genere Chaetadelpha A.Gray ex S.Watson, 1873.[1][2]

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Chaetadelpha wheeleri
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Superasteridi
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi
(clade) Campanulidi
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Genere Chaetadelpha
A.Gray ex S.Watson, 1873
Specie C. wheeleri
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hieraciinae
Genere Chaetadelpha
Specie C. wheeleri
Nomenclatura binomiale
Chaetadelpha wheeleri
A.Gray ex S.Watson, 1873

Etimologia


Il nome del genere ( Chaetadelpha) è composto dalla parola greca classica "chaite" (χαίτη) che significa "capelli lunghi, criniera, o frutti comosi" e la parola "adelphe" (αδελφή) che significa "sorella" e si riferisce al pappo combinato di spine e setole.[3]

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Asa Gray (1810 - 1888) e Sereno Watson (1826 - 1892) nella pubblicazione " American Naturalist; a Popular Illustrated Magazine of Natural History. Boston, MA" ( Amer. Naturalist 7: 301 ) del 1873.[4] Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.


Descrizione


Habitus. La specie di questa voce, con cicli biologici perenni, è una pianta non molto alta. Tutte le specie del gruppo (a cui appartiene questa pianta) sono provviste di latice.[5][6][7][8][9][3]

Fusto. I fusti (da 2 a 4 per pianta), in genere eretti e ascendenti, sono di solito solitari e mediamente ramificati. Sono presenti dei robusti rizomi ramificati. Altezza delle piante: 15 - 40 cm.

Foglie. Sono presenti sia foglie formanti delle rosette basali che cauline (queste ultime sono appassite alla fioritura) con disposizione alterna. Le lamine sono sessili, intere (da lineari a lineari-lanceolate). La superficie può essere ricoperta da peli semplici o ramificati.

Infiorescenza. L'infiorescenza è composta da uno o più capolini terminali. I capolini, solamente di tipo ligulifloro, sono formati da un involucro, portato da un peduncolo, composto da diverse brattee (o squame) all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori ligulati. Alla base dell'involucro è presente un calice con 4 - 5 minute brattee. L'involucro ha una forma più o meno cilindrica ed è formato da una serie di 5 brattee. Il ricettacolo, alla base dei fiori, è glabro e nudo (senza pagliette). Diametro dell'involucro: 3 - 4 mm.

Fiori. I fiori (5 per capolino), tutti ligulati, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono ermafroditi, fertili e zigomorfi.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, colorati di marrone chiaro, hanno una forma colonnare con apice troncato e privi di becco (non sono compressi); sono provvisti di 5 coste longitudinali. Il pappo è dimorfico: con molte setole (da 35 a 50) su 1 o 2 serie e 5 rigide e spesse punte.


Biologia



Distribuzione e habitat


La distribuzione è USA (sud-occidentale).


Sistematica


La famiglia di appartenenza di questa voce (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) probabilmente originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23.000 specie distribuite su 1.535 generi[14], oppure 22.750 specie e 1.530 generi secondo altre fonti[15] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1.679 generi)[16]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][8][9]


Filogenesi


Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Microseridinae della tribù Cichorieae (unica tribù della sottofamiglia Cichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia Cichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle Asteraceae (gli ultimi due sono Corymbioideae e Asteroideae).[1] La sottotribù Microseridinae fa parte del "quinto" clade della tribù; in questo clade insieme alla sottotribù Cichoriinae forma un "gruppo fratello".[9]

I seguenti caratteri sono distintivi per la sottotribù:[8]

  • il polline è colorato di arancio;
  • la distribuzione è relativa al Nuovo Mondo.

Il genere di questa voce, nell'ambito filogenetico della sottotribù, occupa una posizione vicina ai generi Lygodesmia e Shinnersoseris .[9] Alcuni Autori, considerando l'estensione della sottotribù, l'hanno suddivisa in 8 entità (o alleanze) informali. Il genere di questa voce è stato associato al gruppo 'Alleanza Lygodesmia formato dai generi Chaetadelpha, Lygodesmia e Shinnersoseris.[3][17] Il genere di questa voce in precedenti classificazioni era descritto all'interno della sottotribù (non più valida) Stephanomeriinae.[8] Chaetadelpha si distingue da Lygodesmia oltre che per il particolare pappo dimorfico, anche per il polline echinato (in Lygodesmia è echinolofato - granuli pollinici con superficie provvista di depressioni).[3]

I caratteri distintivi per questa specie sono:[8]

  • il ciclo biologico è perenne;
  • il ricettacolo è nudo;
  • i capolini hanno pochissimi fiori;
  • nel pappo sono presenti 5 rigide punte.

Il numero cromosomico della specie è: 2n = 18 (specie diploide).[8]


Sinonimi


La specie di questa voce, in altri testi, può essere chiamato con nomi diversi. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[2]


Note


  1. (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 16 agosto 2022.
  3. Cichorieae Portal, su cichorieae.e-taxonomy.net. URL consultato il 16 agosto 2022.
  4. The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 16 agosto 2022.
  5. Pignatti 1982, vol.3 pag.1.
  6. Strasburger 2007, pag. 860.
  7. Judd 2007, pag.517.
  8. Kadereit & Jeffrey 2007, pag.192.
  9. Funk & Susanna 2009, pag. 352.
  10. Judd-Campbell-Kellogg-Stevens-Donoghue, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 520, ISBN 978-88-299-1824-9.
  11. Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1.
  12. Strasburger 2007, Vol. 2 - pag. 760.
  13. Judd 2007, pag. 523.
  14. Judd 2007, pag. 520.
  15. Strasburger 2007, pag. 858.
  16. World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2021.
  17. Lee & Baldwin 2004.

Bibliografia



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