Il Wallago micropogon è una specie di pesce gatto d'acqua dolce appartenente alla famiglia siluridae[1].
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Dati insufficienti | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | eukaryota |
| Regno | animalia |
| Phylum | chordata |
| Classe | actinopterygii |
| Ordine | siluriformes |
| Famiglia | siluridae |
| Genere | wallago Bleeker |
| Specie | wallago micropogon |
| Nomenclatura binomiale | |
| wallago micropogon NG, 2004 | |
| Sinonimi | |
|
wallagonia micropogon | |
Il wallago micropogon misura fino a 1,55m circa, per un peso di circa 95kg. Possiede una pinna anale molto lunga, composta da 68-73 raggi molli.
La pinna dorsale e invece molto corta e possiede solo 5 raggi molli. Possiede dalle 63 alle 65 vertebre. I suoi occhi sono piccoli e ha 4 barbigli, due sulla mascella superiore, i più lunghi, e 2 sulla mascella inferiore, più corti. Il colore del corpo è scuro, macchiato di alcuni punti più chiari[1].
Gli adulti si nutrono solamente di pesci[1], tra i quali le specie henicorhynchus lineatus, hemibagrus nemurus, e i pesci del genere puntius[2].
Il wallago micropogon abita i corsi d'acqua dolce del sud-est asiatico. È stato osservato nei fiumi Mekong e Chao Phraya, e in paesi quali la Thailandia e il Laos. È una specie demersale, che vive perciò a contatto con il fondo[1].
Il wallago micropogon è una specie potamodroma, che migra dal corso principale del fiume verso foreste e pianure allagate e corsi d'acqua minori durante il periodo di piena del fiume. Ritorna poi nelle parti più profonde del fiume con il ritirarsi delle acque[1].
È una specie ovipara, si sposta verso piccoli corsi d'acqua collegati al corso principale del fiume per deporre le uova in luoghi in cui le larve e gli avannotti saranno più al sicuro[1].
Il wallago micropogon è stato riconosciuto come specie a sé nel 2004. Prima gli esemplari avvistati erano ritenuti appartenenti alla specie wallago leerii[3][1]
Il wallago micropogon sarebbe forse da ritenere facente parte del genere Wallagonia Myers 1938, ma buona parte delle enciclopedie e dei media lo classifica ancora nel genere wallago[4].
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