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Prodoxus quinquepunctellus (Chambers, 1875)[1] è un lepidottero appartenente alla famiglia Prodoxidae, diffuso in America settentrionale.[2]

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Prodoxus quinquepunctellus
Prodoxus quinquepunctellus
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Incurvariina
Superfamiglia Adeloidea
Famiglia Prodoxidae
Sottofamiglia Prodoxinae
Genere Prodoxus
Specie P. quinquepunctellus
Nomenclatura binomiale
Prodoxus quinquepunctellus
(Chambers, 1875)
Sinonimi

Hyponomeuta [sic] paradoxica
Chambers, 1878
Hyponomeuta [sic] 5-punctella
Chambers, 1875
Prodoxus decipiens
Riley, 1880
Prodoxus decipiens var. 5-punctella
(Chambers, 1875)
Prodoxus paradoxica [sic]
(Chambers, 1878)
Prodoxus 5-punctella [sic]
Riley, 1880
Prodoxus quinquepunctella [sic]
(Chambers, 1875)
Prodoxus quinquepunctella [sic] var. decipiens
Riley, 1880
Pronuba yuccasella [partim]
Chambers, 1877
Tegeticula decipiens
(Riley, 1880)
Tegeticula quinquepunctella
(Chambers, 1875)


Etimologia


L'epiteto specifico si forma dalla combinazione del termine latino quinquě (= cinque) e di punctellus, diminutivo di punctus, variante latino-tarda di punctum (= puntino), con riferimento alla colorazione delle ali.[3][4]


Descrizione



Adulto


Si tratta di piccole falene diurne, alquanto primitive, che presentano nervatura alare di tipo eteroneuro e apparato riproduttore femminile provvisto di un'unica apertura, funzionale sia all'accoppiamento, sia all'ovodeposizione.[5][6][7][8][9][10]

Il corpo appare meno robusto rispetto a quello di Tegeticula yuccasella. L'apertura alare può variare da 12 a 19 mm nei maschi e da 13 a 23 mm nelle femmine.[2]


Capo

Il capo è ricoperto di scaglie piliformi di colore bianco.[2][5]

Gli ocelli sono assenti, come pure i chaetosemata. Gli occhi sono di dimensione media, con un diametro di poco eccedente la larghezza della fronte. La spirotromba è funzionale ma solo leggermente più lunga dei palpi mascellari. I lobi piliferi sono ben sviluppati, mentre le mandibole sono vestigiali, benché pronunciate. I palpi mascellari sono allungati e costituiti da cinque articoli, il quarto dei quali è lungo oltre il doppio del terzo. In ambo i sessi non è presente quella sorta di "tentacolo mascellare" spesso riscontrabile nelle femmine di Tegeticula e Parategeticula. I palpi labiali, anch'essi di colore bianco, sono invece trisegmentati e corti, con l'ultimo segmento lungo circa la metà del secondo.[2][5][10]

Le antenne sono lunghe poco più della metà della costa dell'ala anteriore; sono moniliformi e non clavate, di colore bianco nella metà basale e più scure distalmente.[2][5][10]


Torace

L'ala anteriore è lanceolata (la lunghezza è circa il triplo della larghezza), con apice acuto e colorazione bianca uniforme; in alcuni esemplari, tuttavia, sono chiaramente visibili fino a 12 macchie nerastre disposte lungo la costa e il termen, oltre a un numero di macchie compreso tra 1 e 5, anch'esse nerastre, disposte a delimitare la cellula discale. Il tornus non è individuabile. I microtrichi sono presenti su tutta l'ala.[2][10] Il termen è convesso e manca una macchia discale. Rs4 termina sulla costa, mentre 1A+2A è biforcata solo alla base. La pagina inferiore dell'ala è di un bruno non molto carico.[2][5][10]

L'ala posteriore presenta un apice più arrotondato, ed è lievemente più corta dell'anteriore, con una colorazione più scura; appare rivestita di scaglie più strette e piccole rispetto a quelle dell'ala anteriore.[5][11]

Le frangiature sono completamente bianche in entrambe le ali.[2]

L'accoppiamento alare è di tipo frenato, con frenulum più robusto nei maschi, ed è presente l'apparato di connessione tra ala anteriore e metatorace.[5][10][11][12][13][14]

Nelle zampe, l'epifisi è presente e munita di piccolissime setole, così da formare una sorta di pettine, mentre gli speroni tibiali hanno formula 0-2-4. Ogni tarsomero appare nerastro nella parte prossimale e bianco in quella distale.[2][5][10][11][12]


Addome

Nelle femmine, l'apice del VII tergite è semplice e arrotondato.[2]

Nell'apparato genitale maschile, l'apice del tegumen è bilobato, mentre il vinculum è ben strutturato e a forma di "V". Il saccus è poco sviluppato e le valve sono semplici, con 3-6 corte spine per valva. L'edeago è alquanto tozzo e non molto allungato.[2][5][10]

Nel genitale femminile, l'ovopositore è ben sviluppato e perforante, a forma di lancia. Si può osservare inoltre un paio di signa stellati sul corpus bursae, di regola con 10-14 raggi. Il ductus bursae è piuttosto corto e non supera la lunghezza delle apofisi.[2][5][7][10][11][12][15]


Uovo


L'uovo si mostra biancastro e di forma oblunga, con dimensioni comprese tra 0,3 e 0,5 mm di lunghezza, e con un diamentro di 0,2-0,3 mm; non è presente un pedicello.[2][10][16] Il chorion appare liscio e provvisto di un reticolo micropilare ridotto.[10]


Larva


La larva è biancastra, ma la colorazione vira verso il verde chiaro una volta giunta a maturazione; la forma è sub-cilindrica, più tozza anteriormente, con una lunghezza compresa tra 6 e 22 mm.[2][10][17]


Capo

Il capo è prognato e parzialmente retratto nel torace; ha un frontoclipeo breve, e una colorazione da chiara a molto scura. Si osservano solo tre paia di stemmata.[5][10][12][17]


Torace

Le zampe sono assenti e sostituite da calli ambulacrali, condizione tipica delle larve completamente endofite.[2][5][10][12][17]


Addome

Le pseudozampe sono assenti, come pure gli uncini.[2][5][10][12][17]


Pupa


La pupa è exarata e relativamente mobile, con appendici libere e ben distinte (pupa dectica).[5][10][12][17][18]

Nel capo, il vertice è dotato di un rostro frontale molto evidente. Le ali si estendono fin sul V-VII segmento addominale e i segmenti addominali dal II al VII sono mobili in ambo i sessi. Non si osservano spinule sulla superficie dorsale.[2][10][18]


Biologia



Ciclo biologico


L'uovo viene inserito singolarmente ad una profondità di 1–2 mm nei tessuti del gambo di una pianta di Yucca, ma è stato osservato anche nel peduncolo di un fiore, oppure nell'ovario in formazione. In questa specie l'uovo si schiude circa nove giorni dopo la deposizione.[2][5][10]

Le larva sono apode e iniziano di regola a scavare all'interno del gambo del fiore principale, ma possono anche essere attaccate altre parti fiorali oppure la polpa del frutto. Nelle prime fasi di sviluppo, il bruco appare biancastro, ma la colorazione può virare in un verde chiaro una volta raggiunta la maturità. A parte la condizione apoda, per forma e dimensione queste larve ricordano lontanamente quelle di un punteruolo. L'ultimo stadio larvale affronta lo svernameneto, che ha luogo all'interno del proprio riparo tra i tessuti della pianta nutrice. Solitamente, poco prima dell'ibernazione, questi bruchi scavano una piccola camera all'interno degli stati più esterni del gambo di Yucca, lasciando solo un sottile setto come separazione dalla superficie, in modo tale da assicurarsi la futura via d'uscita. A quel punto, si ritirano verso l'interno, intessendosi attorno un bozzolo di seta biancastra, circondato esternamente da frammenti di tessuto vegetale e da escrementi della larva stessa.[2][5][10]

L'impupamento avviene durante la primavera all'interno del fusto oppure del frutto di Yucca, prima del periodo di fioritura della pianta ospite. Lo stadio pupale è relativamente breve, inferiore alla settimana. Subito prima dell'emersione, la pupa, che è in grado di effettuare movimenti efficaci, forza lo strato sottile che aveva lasciato come separazione tra la camera larvale e la superficie esterna. Subito dopo essersi parzialmente spinto fuori dal proprio riparo, l'insetto adulto è in grado di emergere; quest'ultima fase ha luogo nelle ore crepuscolari, tra aprile e l'inizio di giugno.[2]

Alcune piante nutrici
Yucca aloifolia
Yucca angustissima
Yucca arkansana
Yucca baccata
Yucca baileyi
Yucca campestris
Yucca constricta
Yucca elata
Yucca faxoniana
Yucca filamentosa
Yucca glauca
Yucca gloriosa
Yucca harrimaniae
Yucca intermedia
Yucca pallida
Yucca rupicola
Yucca utahensis

Il picco di presenza degli adulti in volo corrisponde al periodo di fioritura delle Yucca. Si possiedono poche informazioni riguardo alla copula, ma si ritiene che abbia inizio subito dopo lo sfarfallamento, in prossimità dei fiori della pianta nutrice, dal momento che durante il giorno gli esemplari adulti non si allontanano mai molto da questi ultimi. Poco prima della deposizione delle uova, è possibile vedere la femmina ferma lungo il fusto della pianta. Dopo vari tentativi, una volta trovato il punto più idoneo, l'ovopositore viene inserito nei tessuti della pianta ospite e le uova vengono rilasciate singolarmente, ma non a grande profondità, tenuto conto che l'ovopositore ha una lunghezza ridotta. Attorno al punto di inserzione, è possibile che i tessuti vegetali subiscano una lieve decolorazione, che col tempo può lasciare una sorta di piccola cicatrice.[2]


Periodo di volo


La specie è univoltina, con periodo di volo compreso tra aprile e giugno.[2][10]


Alimentazione


I bruchi di P. quinquepunctellus si accrescono esclusivamente su Agavaceae (oppure Asparagaceae secondo APG) appartenenti al genere Yucca; tra queste, citiamo:[2][5][10][16][17][19][20][21]


Nemici naturali


Sono noti fenomeni di parassitoidismo ai danni delle larve di P. quinquepunctellus, da parte di imenotteri appartenenti a diverse famiglie:[2][22][23][24][25][26][27]

L'America settentrionale
L'America settentrionale

Distribuzione e habitat


La specie è a distribuzione esclusivamente neartica, essendone stata documentata la presenza nei seguenti paesi del Nordamerica:[2]

L'habitat è rappresentato da praterie e zone aperte, aride e soleggiate, compresi i deserti.[2][5][10]


Tassonomia


Prodoxus quinquepunctellus (Chambers, 1875) - Canad. Ent. 7: 7 - locus typicus: Contea di Bosque (Texas)[1]

La suddetta combinazione è stata utilizzata per la prima volta da Dyar, 1903, J. N.Y. Entomol. Soc. 11: 103 (chiave).[28]


Sottospecie


Non sono state individuate sottospecie.[2]


Sinonimi


Sono stati riportati i seguenti sinonimi:[2]


Conservazione


Questa specie non è stata inserita nella Lista rossa IUCN.[37]


Note


  1. (EN) Chambers, V. T., Tineina from Texas (PDF), in Canadian entomologist, vol. 7, n. 1, Ottawa, Entomological Society of Canada, 31 gennaio 1875, p. 7, ISSN 0008-347X (WC · ACNP), LCCN agr38000066, OCLC 4662075931. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  2. (EN) Davis, D. R., A revision of the moths of the subfamily Prodoxinae (Lepidoptera: Incurvariidae) (PDF), in Bulletin - United States National Museum, vol. 255, Washington, Smithsonian Institution, 1967, pp. 1-170, ISSN 0362-9236 (WC · ACNP), LCCN 67061144, OCLC 521875. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  3. Castiglioni, L. & Mariotti, S., IL - Vocabolario della lingua latina, Brambilla, A. & Campagna, G., 30ª ristampa, Torino, Loescher, 1983 [1966], p. 2493, ISBN 978-88-201-6657-1, LCCN 76485030, OCLC 848632390.
  4. punctus, su Vocabolario Treccani on line. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  5. (EN) Scoble, M. J., Early Heteroneura, in The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum, 2011 [1992], pp. 213-219, ISBN 978-0-19-854952-9, LCCN 92004297, OCLC 25282932.
  6. (EN) Kristensen, N. P., Morphology and phylogeny of the lowest Lepidoptera-Glossata: Recent progress and unforeseen problems (PDF), in Bulletin of the Sugadaira Montane Research Centre, vol. 11, University of Tsukuba, 1991, pp. 105-106, ISSN 09136800 (WC · ACNP), OCLC 747190906. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  7. (EN) Davis, D. R. and Gentili, P., Andesianidae, a new family of monotrysian moths (Lepidoptera:Andesianoidea) from austral South America (PDF), in Invertebrate Systematics, vol. 17, n. 1, Collingwood, Victoria, CSIRO Publishing, 24 marzo 2003, pp. 15-26, DOI:10.1071/IS02006, ISSN 1445-5226 (WC · ACNP), OCLC 441542380. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  8. (DE) Weidner, H., Beiträge zur Morphologie und Physiologie des Genital-apparates der Weiblichen Lepidopteren, in Zeitschrift für Angewandte Entomologie, vol. 21, 1935, pp. 239-290, ISSN 0044-2240 (WC · ACNP), OCLC 1770418.
  9. (EN) Common, I. F. B., Heteroneurous Monotrysian Moths / Incurvarioidea, in Moths of Australia, Slater, E. (fotografie), Carlton, Victoria, Melbourne University Press, 1990, pp. 160-168, ISBN 9780522843262, LCCN 89048654, OCLC 220444217.
  10. (EN) Davis, D. R., The Monotrysian Heteroneura, in Kristensen, N. P. (Ed.) - Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, Kükenthal, W. (Ed.), Fischer, M. (Scientific Ed.), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, ristampa 2013, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp. 65 - 90, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  11. (EN) Nielsen, E. S. & Davis, D. R., The first southern hemisphere prodoxid and the phylogeny of the Incurvarioidea (Lepidoptera) (PDF), in Systematic Entomology, vol. 10, n. 3, Oxford, Blackwell Science, luglio 1985, pp. 307-322, ISSN 0307-6970 (WC · ACNP), OCLC 4646400693. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  12. (PL) Becker, V. O., The taxonomic position of the Cecidosidae. Brèthes (Lepidoptera), in Polskie pismo entomologiczne. Seria B: Entomologia stosowana, vol. 47, Wrocław, Państowowe Wydawn. Naukowe, 1977, pp. 79-86, ISSN 0554-6060 (WC · ACNP), OCLC 5453738.
  13. (EN) Brock, J. P., A contribution towards an understanding of the morphology and phylogeny of the Ditrysian Lepidoptera (abstract), in Journal of Natural History, vol. 5, n. 1, Londra, Taylor & Francis, 1971, pp. 29-102, DOI:10.1080/00222937100770031, ISSN 0022-2933 (WC · ACNP), LCCN 68007383, OCLC 363169739. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  14. (EN) Kristensen, N. P., Studies on the morphology and systematics of primitive Lepidoptera (Insecta) (abstract), in Steenstrupia, vol. 10, n. 5, Copenaghen, Zoologisk Museum, 1984, pp. 141-191, ISSN 0375-2909 (WC · ACNP), LCCN 78641716, OCLC 35420370. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  15. (EN) Nielsen, E. S., Incurvariidae and Prodoxidae from the Himalayan Area (Lepidoptera : Gracillariidae) (PDF), in Insecta matsumurana: Journal of the Faculty of Agriculture Hokkaido University series entomology. New series., vol. 26, Sapporo, Hokkaido University, dicembre 1982, pp. 187-200, ISSN 0020-1804 (WC · ACNP), LCCN 62034572, OCLC 677408285. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  16. (EN) Riley, C. V., The yucca moth and Yucca pollination (PDF), in Annual report of the Missouri Botanical Garden, vol. 3, St. Louis, Board of Trustees, 1892, pp. 99-158; tavv. 34-43, DOI:10.5962/bhl.title.818, ISSN 0893-3243 (WC · ACNP), LCCN 06022506, OCLC 11403140. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  17. (EN) Davis, R. D. & Frack, D. C., Micropterigidae, Eriocraniidae, Acanthopteroctetidae, Nepticulidae, Opostegidae, Tischeriidae, Heliozelidae, Adelidae, Incurvariidae, Prodoxidae, Tineidae, Psychidae, Ochsenheimeriidae, Lyonetiidae, Gracillariidae, Epipyropidae, in Stehr, F. W. (Ed.). Immature Insects, vol. 1, seconda edizione, Dubuque, Iowa, Kendall/Hunt Pub. Co., 1991 [1987], pp. 341- 378, 456, 459, 460, ISBN 9780840337023, LCCN 85081922, OCLC 13784377.
  18. (EN) Mosher E., A Classification of the Lepidoptera Based on Characters of the Pupa, in Bulletin of the Illinois State Laboratory of Natural History, vol. 1912, n. 2, Urbana, Illinois, Illinois State Laboratory of Natural History, marzo 1916, p. 62, DOI:10.5962/bhl.title.70830, ISSN 0073-5272 (WC · ACNP), LCCN 16027309, OCLC 2295354. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  19. (EN) Robinson, G. S.; Ackery, P. R.; Kitching, I. J.; Beccaloni, G. W. & Hernández, L. M., Prodoxus, su HOSTS - A Database of the World's Lepidopteran Hostplants, Londra, NHM - Natural History Museum, 2010. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  20. (EN) McKelvey, S. D. (Ed.), Yuccas of the Southwestern United States, part 2, Jamaica Plain, Massachusetts, The Arnold Arboretum of Harvard University, 1947, pp. 192, 65 tavv., ISBN non esistente, LCCN 40000641, OCLC 893423.
  21. (EN) Riley, C. V., The true and the bogus yucca moth; with remarks on the pollination of Yucca (PDF), in American Entomologist, vol. 3, n. 6, New York, The Hub Pub Co., 1880, pp. 141-145, LCCN 87027449, OCLC 714676742. URL consultato il 10 febbraio 2017.
  22. (EN) Addicott, J. F., Bronstein, J. & Kjellberg, F., Evolution of mutualistic life-cycles: yucca moths and fig wasps, in F. S. Gilbert (ed.), Insect life cycles: genetics evolution and coordination, Londra, Berlino, New York, Springer-Verlag, 1990, pp. 143-161, ISBN 978-1-4471-3466-4, LCCN 90009947, OCLC 21672122.
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  24. (EN) Yu, D. S., Prodoxus quinquepunctellus, su Home of Ichneumonoidea, 28 aprile 2012. URL consultato il 10 febbraio 2017.
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Bibliografia



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