Magnapinna pacifica è una specie di Calamaro Magnapinna conosciuta solamente attraverso tre esemplari immaturi, due catturati a una profondità minore di 300 metri e la terza rinvenuta nello stomaco di un pesce.
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Dati insufficienti | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumatozoa |
| Ramo | Bilateralia |
| Superphylum | Protostomia |
| (clade) | Lophotrochozoa |
| Phylum | Mollusca |
| Subphylum | Conchifera |
| Classe | Cephalopoda |
| Sottoclasse | Coleoidea |
| Superordine | Decapodiformes |
| Ordine | Oegopsida |
| Sottordine | Oegopsina |
| Superfamiglia | Chiroteuthoidea |
| Famiglia | Magnapinnidae |
| Genere | Magnapinna Vecchione-Young |
| Specie | M. Pacifica |
| Nomenclatura binomiale | |
| Magnapinna Pacifica Vecchione-Young, 1998 | |
La caratteristica distintiva sono i suoi tentacoli prossimali, più larghi delle braccia adiacenti e provvisti di numerose ventose[1].
La specie M. Pacifica è stata descritta nel 1998 da Michael Vecchione e da Richard E. Young[2]. L'olotipo è un esemplare di giovane età la cui lunghezza del mantello è di 51 mm, catturato al largo delle coste californiane a un profondità non maggiore di 200 metri, in un retino di tipo "Bongo" utilizzato per la cattura di zooplancton.
Il paratipo è un esemplare di giovane età la cui lunghezza del mantello è di 49 mm, trovato nello stomaco di un Alepisaurus ferox. L'esemplare era stato ritrovato ormai seccato ed è stato in seguito ricostituito.
Il terzo individuo ritrovato, una paralarva il cui mantello misura 19 mm, è stato catturato al largo delle Hawaii a una profondità inferiore ai 300 metri in un retino di 4 m² per la cattura di plancton[1][3].