Desmatophoca era un carnivoro odobenide, vissuto in Asia (Giappone) e America settentrionale (California e Oregon) nel Miocene medio, che poteva raggiungere una lunghezza di 1,7 m.
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| Stato di conservazione | |
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Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Mammalia |
| Ordine | Carnivora |
| Famiglia | Odobenidae |
| Sottofamiglia | Desmatophocidae |
| Genere | Desmatophoca Condon, 1906 |
| Specie | |
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La tipica forma idrodinamica del leone marino attuale aveva cominciato ad apparire con Desmatophoca. Come nei suoi parenti viventi, le zampe anteriori erano più robuste di quelle posteriori, e i piedi erano modificati in pinne, con le dita allungate, rivolte verso l'esterno e tenute insieme da una membrana connettiva che formava una larga superficie utilizzata per nuotare. Tutte le ossa degli arti erano accorciate per renderli più robusti[1].
Sebbene Desmatophoca avesse ancora una coda, al contrario dei leoni marini, questa era molto ridotta, essendo lunga soltanto come il cranio dell'animale. Analogamente al suo antenato Enaliarctos, i suoi occhi erano enormi, quindi è probabile che la vista costituisse il senso più importante per la caccia. L'udito senza duibbio serviva bene all'animale sulla terraferma.
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