Coris formosa (Bennett, 1830) è un pesce di acqua salata appartenente alla famiglia Labridae.
| Stato di conservazione | |
|---|---|
Rischio minimo[1] | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Perciformes |
| Sottordine | Labroidei |
| Famiglia | Labridae |
| Genere | Coris |
| Specie | C. formosa |
| Nomenclatura binomiale | |
| Coris formosa (Bennett, 1830) | |

Proviene dalle barriere coralline dell'oceano Indiano occidentale[2]. È stato trovato anche nel Mar Rosso, sulle coste del Sudafrica, Kenya, Tanzania, Madagascar e dello Sri Lanka. Presente anche dalle Isole Mauritius, Seychelles e Riunione[3]. Nuota tra i 2 e i 30 m di profondità in zone ricche di vegetazione acquatica, spesso con fondali rocciosi[1].
Presenta un corpo molto compresso lateralmente e molto alto, mentre la testa è abbastanza arrotondata. Nel corso della vita del pesce la livrea cambia notevolmente; i giovani sono prevalentemente arancioni[2] con qualche area marrone e delle macchie bianche, mentre i maschi adulti hanno una colorazione più complessa: il colore di fondo è verde-grigiastro con dei puntini neri, mentre la testa è giallastra ed attraversata da delle linee azzurre diagonali. La gola e la zona sotto l'opercolo sono rosate. La pinna dorsale e la pinna anale sono basse e molto lunghe e sono bordate di rosso e di azzurro. La pinna caudale è arrotondata ed è rossa con un'ampia fascia bianca o blu sul bordo. Raggiunge i 60 cm[2].
In genere è solitario[1].
Ha una dieta prevalentemente carnivora che comprende invertebrati acquatici come ricci di mare, crostacei e varie specie di molluschi[4].
È oviparo e la fecondazione è esterna. È ermafrodita e gli esemplari più grossi sono maschi. La riproduzione avviene in harem composti da un maschio dominante e da diverse femmine[1]. Non vi sono cure tra genitori e uova.
Gli esemplari giovani vengono a volte pescati ed esportati per l'acquariofilia, ma a parte quello non sono presenti particolari minacce e quindi la lista rossa IUCN lo classifica come "a rischio minimo"[1].
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